Musicoterapia e musica new age

Si può ridurre lo stress con la ‘musica rilassante’ di youtube, spotify o altro?
È una domanda che fanno in molti. Chiunque cerchi musica rilassante si vede proporre da google la musica new age e pochi si chiedono se sia una musica realmente efficace.
Quel che è certo è che nell’immediato funziona. Se la ascolti senti subito una sensazione di pace.

Ma se vogliamo andare più a fondo entriamo in questioni complesse.
La prima cosa da fare è capire come funziona la musicoterapia: un mondo in cui si guarda la musica da un punto di vista completamente diverso; questo perché, per noi, la musica non è la cosa più importante. Ciò che importa è l’effetto che ha la musica su di te.

In questo caso, per esempio, la musica new age, che definiamo rilassante, ha una caratteristica molto forte: il tempo, o meglio l’assenza di tempo. Questo genere di musica propone melodie lunghissime, ritmi ripetitivi e molto dilatati; tutto ciò rompe la percezione di spazio tempo.

Chi ama il controllo, di solito detesta questa musica; ricordo un paziente che, angosciato, ha lasciato il gruppo dopo 30 secondi di ascolto.
(e con frasi non tanto gentili)
Dobbiamo sapere che una parte del nostro cervello è costruita apposta per analizzare immagini e suoni e prevedere cosa succederà a breve: è una forma di difesa, è ciò che ci fa accorgere dei pericoli.

Immagina di essere su un canotto, nel mare. Se vedi la costa puoi capire dove ti trovi e quale strada devi fare per ritornare a casa.
La musica new age rompe proprio questo meccanismo: è come trovarsi in mezzo al mare e non vedere altro che acqua.
Per qualcuno è insopportabile, per altri è divertente; tanto stiamo parlando di un brano musicale, non ci sono reali pericoli.

Per qualche strano effetto, quando non riesci a prevedere come si sviluppa il brano, ecco che la mente smette di macinare pensieri e comincia a riposarsi. E tutto ciò con un effetto immediato, facendoti sentire tutto il tuo stress in un colpo solo.

Qual’è il risultato? Pesantezza e sonno. Un risultato sicuramente utile in casi estremi di forte stress, quando hai bisogno di un po’ di tempo perché l’ansia ti impedisce di ragionare.
Ma è come andare al cinema quando hai mal di denti. Pensare ad altro ti aiuta a sentire meno dolore, ma quando finisce il film il mal di denti è ancora vivo e devi attivarti per risolverlo. Occorre una terapia, cioè un intervento profondo e spesso continuo e prolungato nel tempo.

Questa è la musicoterapia: un professionista che individua insieme a te la causa dello stress e definisce il percorso più adatto a risolverlo.
La musica new age è come una cura al cortisone. Ci sono casi in cui salva la vita,
(ringraziamo la medicina)
ma non si può continuare all’infinito. Arriva un momento in cui non fa più effetto.
Lo stesso vale per il nostro stress.
Per ridurre lo stress non possiamo sempre aspettare di dormire o di andare in vacanza, occorre cominciare a vivere ogni momento del giorno in modo lucido e sereno, senza ansie o paure. Questo è il vero rilassamento.

Per poter raggiungere questo risultato occorre un percorso costante che ci aiuti a regolarizzare il respiro, migliorare l’attenzione e trovare strategie utili per affrontare le varie situazioni della vita. In ciò la musica ha un potere straordinario, se usata bene.

 

Se si sceglie un percorso di musicoterapia, il mio consiglio è quello di ascoltare musica di diverso genere, strumenti e provenienza. Cercala anche in rete. Organizza una playlist variegata e trova ogni giorno 10 minuti per ascoltarla, senza che nessuno ti disturbi e senza fare altri lavori. Ascoltala in silenzio e lasciati trasportare.

È utile trovare brani non troppo ritmati e veloci, meglio se con un tempo costante; ma se entriamo nel complesso c’è da ricordare l’importanza di un professionista che possa seguirti nella scelta dei brani e nel monitorare i progressi. Non sono rari i casi in cui questo tipo di intervento risulta inefficace o addirittura controproducente; un professionista è in grado di individuarne il motivo e proporti le modifiche necessarie.

Le indicazioni di base rimangono quelle di costruirsi una playlist di musica variegata, ascoltarla ogni giorno per 10-20 minuti in silenzio e variarla ogni 5-7 giorni.

 

Ma ascoltare musica non è l’unico modo per applicare la musicoterapia.
Fare musica è una strada molto efficace ed è proprio qui che si concretizza la differenza di approccio alla musica di un musicoterapista.
Per un musicoterapista la musica è funzionale al benessere e non all’esecuzione o all’estetica.

Un esercizio che consiglio sempre è di usare le mani come percussioni. Tamburellare su un tavolo, o anche su una gamba è un metodo molto efficace per influenzare il proprio ritmo di vita, il respiro e la concentrazione.
Perché sia di aiuto è importante seguire 3 punti:
1- Comincia a tamburellare e ascoltati: trova il ritmo che ti piace e che descrive lo stato in cui sei in quel momento
2- Decidi dove portare le tue emozioni: se sei troppo agitato, sceglierai di rallentare; se stai lavorando, vorrai rallentare ma non troppo. E così via.
3- Modifica poco alla volta il tempo del tuo tamburellare, fino a raggiungere lo stato che hai scelto.
È importante farlo lentamente, facendo piccolissime variazioni; lentamente si modificherà il respiro e il movimento del corpo, si raggiungerà lo stato di concentrazione voluto e si capirà da soli quando smettere. Passare immediatamente, o troppo velocemente, da uno stato all’altro, non produrrà alcun effetto.

 

Spero di essere stato d’aiuto. Se mi sono dimenticato di qualcosa possiamo continuare a parlarne nei commenti o puoi scrivermi in privato.
Ciao

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